di Mauro Banfi

- Copertina del primo numero di Weird Tales, marzo 1923 -
Toc! Toc! E’ permesso? Comincia il nuovo anno ed è possibile sognare?
Il mio sogno è sempre stato quello di poter scrivere sulla leggendaria rivista pulp di weird fiction “Weird Tales”, nel periodo dei tre suoi grandi moschettieri/autori del fantastico (H.P. Lovecraft, R.E. Howard e C. A. Smith) e dei suoi quattro grandi illustratori e copertinisti immaginali e immaginifici (Finlay, Hannes Bok, De Lay e la leggendaria Margaret Brundage).
Precisamente avrei voluto inserire un mio racconto nel memorabile numero del giugno del 1930, tra “La luna dei teschi” di Howard, “I ratti nel muro” di Lovecraft e “L’ultimo incantesimo” di Smith.
Il mio sogno è sempre stato quello di poter scrivere sulla leggendaria rivista pulp di weird fiction “Weird Tales”, nel periodo dei tre suoi grandi moschettieri/autori del fantastico (H.P. Lovecraft, R.E. Howard e C. A. Smith) e dei suoi quattro grandi illustratori e copertinisti immaginali e immaginifici (Finlay, Hannes Bok, De Lay e la leggendaria Margaret Brundage).
Precisamente avrei voluto inserire un mio racconto nel memorabile numero del giugno del 1930, tra “La luna dei teschi” di Howard, “I ratti nel muro” di Lovecraft e “L’ultimo incantesimo” di Smith.

Weird Tales è un pulp magazine statunitense di racconti horror e fantastici, pubblicato per la prima volta nel marzo del 1923.
Il periodico fu fondato a Chicago da J.C. Henneberger, un ex giornalista con il gusto per il macabro.
Edwin Baird fu il primo editore del mensile, aiutato da Farnsworth Wright.
Henneberger voleva creare un contenitore per la narrativa fantastica di confine, vale a dire per quei racconti di taglio breve, redatti con strutture di genere approfondite da incursioni terrifiche, mitologiche, psicologiche o (fanta)scientifiche (inventati dal Grande Padre panpsichico del weird E.A.Poe), che non aderiscono compiutamente a un genere preciso e si muovono ai confini tra la fantascienza, l'horror truce e cupo, la fantasy eroica, il ghost story e chi più ne inventa più ne metta.
Il periodico fu fondato a Chicago da J.C. Henneberger, un ex giornalista con il gusto per il macabro.
Edwin Baird fu il primo editore del mensile, aiutato da Farnsworth Wright.
Henneberger voleva creare un contenitore per la narrativa fantastica di confine, vale a dire per quei racconti di taglio breve, redatti con strutture di genere approfondite da incursioni terrifiche, mitologiche, psicologiche o (fanta)scientifiche (inventati dal Grande Padre panpsichico del weird E.A.Poe), che non aderiscono compiutamente a un genere preciso e si muovono ai confini tra la fantascienza, l'horror truce e cupo, la fantasy eroica, il ghost story e chi più ne inventa più ne metta.

La rivista cominciò a esplorare l’ampio spettro del fantastico, dall’ultravioletto della sci-fi all’ultrarosso dell’horror, quando il grande Farnsworth Wright ne prese completamente il volante e la regia, succedendo all’incerto Ed Baird.
Wright diede fiducia al genio sfolgorante di Lovecraft (anche se era molto selettivo) e a un circolo di suoi colleghi/ammiratori: Derleth, Smith, Howard, Hamilton.
Wright attirò su Weird Tales altri grandi e assoluti talenti come Ray Bradbury, Fritz Leiber, Rober Bloch, Richard Matheson e tanti altri.
Inoltre caratterizzò la rivista con strepitose copertine, ancora oggi le più emblematiche e conosciute della storia del pulp e del weird.
Wright diede fiducia al genio sfolgorante di Lovecraft (anche se era molto selettivo) e a un circolo di suoi colleghi/ammiratori: Derleth, Smith, Howard, Hamilton.
Wright attirò su Weird Tales altri grandi e assoluti talenti come Ray Bradbury, Fritz Leiber, Rober Bloch, Richard Matheson e tanti altri.
Inoltre caratterizzò la rivista con strepitose copertine, ancora oggi le più emblematiche e conosciute della storia del pulp e del weird.

- Copertina di Margaret Brundage -
Vennero affidate a grandi artisti come Virgil Finlay, Hannes Bok, Harold Saylor De Lay e la più brava di tutti, Margaret Brundage, famosa per le sue copertine sensuali, dove l’uso del nudo o del semi-nudo rivela la classe purissima della grande artista che sa essere intensa ed eccitante ma non volgare e pornografica.
Il periodo d’oro di Weird Tales fu quello sopramenzionato dei tre moschettieri, e in particolare gli anni ’30 quando la Brundage disegnò tutti le copertine per i racconti di Robert Erwin Howard.
Il periodo d’oro di Weird Tales fu quello sopramenzionato dei tre moschettieri, e in particolare gli anni ’30 quando la Brundage disegnò tutti le copertine per i racconti di Robert Erwin Howard.

- Copertina di Margaret Brundage -










