di Mauro Banfi
“Non siamo contenuti in una invisibile scaffalatura rigida: siamo immersi in un gigantesco mollusco dinamico e flessibile. Il Sole piega lo spazio intorno a sé e la Terra non gli gira intorno perché è tirata da una misteriosa forza, ma perché sta correndo diritta in uno spazio che si inclina. Come una pallina che rotoli in un imbuto: non ci sono forze misteriose generate dal centro dell’imbuto, è la natura curva delle pareti a fare ruotare la pallina. I pianeti girano intorno al Sole e le cose cadono perché lo spazio si incurva.”
Albert Einstein
“I druidi univano allo studio della natura quello della filosofia morale, affermando che l’anima umana è indistruttibile”. Strabone
“Ci sono momenti in cui la storia chiama gli uomini all’appuntamento con il destino.
Nel 54 a.c. Giulio Cesare, sfruttando abilmente i continui litigi tra clan e tribù germaniche e celte, attaccò gli Eburoni di Ambiorix e dopo la vittoria, posizionò le sue legioni nel cuore della nazione dei celti.
I Carnuti, il popolo del potente mago verde Mirdin, custode del nemeton segreto di tutta la Gallia, levarono il grido dell’insurrezione generale e l’urlo con la rapidità del fulmine si propagò nel centro e nel sud della Gallia fino al paese degli Arverni, con la notizia dell’eccidio di molti commercianti romani e di altrettanti celti collaborazionisti avvenuto a Cenabum.
Anche gli Arverni erano oppressi dal dispotico governo di una oligarchia che con il consenso dei Romani ha deposto il legittimo re.
Il grido ribelle dei Carnuti ebbe grande risonanza tra gli Arverni, che, decisi ad abbattere il governo fantoccio e a liberarsi dalla dominazione straniera, risposero all’appello dei fratelli del nord.
Anima della rivolta era un giovane guerriero di sangue reale, chiamato Vercingetorix, che in breve tempo sollevò la regione e, presentatosi con un grande gruppo d’armati sotto le mura della capitale Gergovia se ne impadronì e fu proclamato re.
Tutte le regioni comprese tra il corso della Senna e quello della Garonna, tra l’Atlantico e il Liger, aderirono a Vercingetorix, che riunì in breve sotto il suo comando un grande esercito.
Per nulla impressionato, nei suoi quartieri invernali, l’ambizioso Giulio Cesare meditava la controffensiva.
Nel 54 a.c. Giulio Cesare, sfruttando abilmente i continui litigi tra clan e tribù germaniche e celte, attaccò gli Eburoni di Ambiorix e dopo la vittoria, posizionò le sue legioni nel cuore della nazione dei celti.
I Carnuti, il popolo del potente mago verde Mirdin, custode del nemeton segreto di tutta la Gallia, levarono il grido dell’insurrezione generale e l’urlo con la rapidità del fulmine si propagò nel centro e nel sud della Gallia fino al paese degli Arverni, con la notizia dell’eccidio di molti commercianti romani e di altrettanti celti collaborazionisti avvenuto a Cenabum.
Anche gli Arverni erano oppressi dal dispotico governo di una oligarchia che con il consenso dei Romani ha deposto il legittimo re.
Il grido ribelle dei Carnuti ebbe grande risonanza tra gli Arverni, che, decisi ad abbattere il governo fantoccio e a liberarsi dalla dominazione straniera, risposero all’appello dei fratelli del nord.
Anima della rivolta era un giovane guerriero di sangue reale, chiamato Vercingetorix, che in breve tempo sollevò la regione e, presentatosi con un grande gruppo d’armati sotto le mura della capitale Gergovia se ne impadronì e fu proclamato re.
Tutte le regioni comprese tra il corso della Senna e quello della Garonna, tra l’Atlantico e il Liger, aderirono a Vercingetorix, che riunì in breve sotto il suo comando un grande esercito.
Per nulla impressionato, nei suoi quartieri invernali, l’ambizioso Giulio Cesare meditava la controffensiva.
Ora: a Mirdin il Druido non interessavano gli appuntamenti con la storia, per lui la magia rossa della guerra e della violenza sono incubi dai quali destarsi.
Lui crede nella Dea Bianca, la triplice e nelle tredici energie arboree cosmiche.
Invano suggerì ai guerrieri Carnuti e a quegli Arverni di Vercingetorix di evitare uno scontro in campo aperto con le legioni e di praticare la guerriglia nelle foreste, il mordi e fuggi come se fossero invisibili.
Roisin, sua amante al tempo della gioventù era ora moglie di Vercingetorix, perché stava seguendo la pista della vendetta.
I Romani avevano trucidato suo fratello Duir e voleva bere il loro sangue nel teschio di Giulio Cesare.
Ma ora aveva una figlia, Lexy e voleva che diventasse la prossima Gutuater della sacra foresta dei Carnuti.
Insieme, durante l’equinozio di primavera si recarono nel santo nemeton di Mirdin, affinchè Lexy diventasse una maga e fosse iniziata ai poteri di Mirdin.
E adesso, si disfi la trama e torni l’ordito di questa storia…ma ti chiedo lettore, c’è poi differenza?”
in viaggio nella quarta dimensione
Lui crede nella Dea Bianca, la triplice e nelle tredici energie arboree cosmiche.
Invano suggerì ai guerrieri Carnuti e a quegli Arverni di Vercingetorix di evitare uno scontro in campo aperto con le legioni e di praticare la guerriglia nelle foreste, il mordi e fuggi come se fossero invisibili.
Roisin, sua amante al tempo della gioventù era ora moglie di Vercingetorix, perché stava seguendo la pista della vendetta.
I Romani avevano trucidato suo fratello Duir e voleva bere il loro sangue nel teschio di Giulio Cesare.
Ma ora aveva una figlia, Lexy e voleva che diventasse la prossima Gutuater della sacra foresta dei Carnuti.
Insieme, durante l’equinozio di primavera si recarono nel santo nemeton di Mirdin, affinchè Lexy diventasse una maga e fosse iniziata ai poteri di Mirdin.
E adesso, si disfi la trama e torni l’ordito di questa storia…ma ti chiedo lettore, c’è poi differenza?”
in viaggio nella quarta dimensione
Roisin e Lexy risvegliarono il mago verde nella sua magica caverna.
Mirdin voleva baciare in bocca Roisin ma con un cenno lei gli fece capire che Lexy, lì vicino a loro, era sua figlia, e subito dopo gli raccontò che il padre, Vercingetorix, era in guerra.
«Dimmi Roisin, in che cosa possa esserti utile».
«Voglio che Lexy sia la prossima Gutuater del nemeton».
Mirdin sorrise e insegnò tutto quello che sapeva a Lexy: le 13 energie arboree collegate agli animali, agli Dei e alle stelle dell'Universo, la cosmica medusa flessibile, contraibile ed estensibile.
Mirdin voleva baciare in bocca Roisin ma con un cenno lei gli fece capire che Lexy, lì vicino a loro, era sua figlia, e subito dopo gli raccontò che il padre, Vercingetorix, era in guerra.
«Dimmi Roisin, in che cosa possa esserti utile».
«Voglio che Lexy sia la prossima Gutuater del nemeton».
Mirdin sorrise e insegnò tutto quello che sapeva a Lexy: le 13 energie arboree collegate agli animali, agli Dei e alle stelle dell'Universo, la cosmica medusa flessibile, contraibile ed estensibile.
Poi venne un terribile giorno.
Giulio Cesare aveva contrattaccato Vercingetorix e dopo molti scontri e tanti, troppi morti in battaglia i due comandanti si preparavano alla scontro finale presso la cittadina di Alesia, tra il popolo dei Mandubi.
Mancavano pochi giorni alla prova d’iniziazione di Lexy e Roisin decise di raggiungere ad Alesia suo marito.
Invano Lexy pianse tutte le sue lacrime, inutilmente Mirdin la supplicò di restare.
«Maledetta sia la magia rossa!» urlò Mirdin alla Luna triplice mentre Roisin svaniva tra le querce.
«Folli! Non bisogna prendere appuntamenti col destino, ma amarlo come si venera qualcosa più grande di noi!»
Strinse la mano a Lexy e davanti al fuoco le parlò della grande prova di domani.
«Lexy, non dovrai affrontare la prova dell’acqua e tuffarti da una cascata per recuperare un anello d’oro nel laghetto.
Quella è la prova dei mercanti.
Non dovrai affrontare la prova del fuoco o quella dell’aria o quella della terra.
Non dovrai saltare la fossa incendiata o salire sulle montagne innevato a prendere l’uovo dell’Aquila Reale.
Non dovrai andare nella sacra grotta dell’Arco nella Roccia per uccidere un orso tra i dipinti antichi dei primi Druidi.
Queste acrobazie sono per i guerrieri.
Dovrai viaggiare nella Quarta Dimensione.
Dovrai imparare che lo Spazio non è separato dal Tempo come il Corpo non è separato dallo Spirito.
Questo è il fondamento della magia viola e la base di quella verde e bianca.»
Quella è la prova dei mercanti.
Non dovrai affrontare la prova del fuoco o quella dell’aria o quella della terra.
Non dovrai saltare la fossa incendiata o salire sulle montagne innevato a prendere l’uovo dell’Aquila Reale.
Non dovrai andare nella sacra grotta dell’Arco nella Roccia per uccidere un orso tra i dipinti antichi dei primi Druidi.
Queste acrobazie sono per i guerrieri.
Dovrai viaggiare nella Quarta Dimensione.
Dovrai imparare che lo Spazio non è separato dal Tempo come il Corpo non è separato dallo Spirito.
Questo è il fondamento della magia viola e la base di quella verde e bianca.»
Lexy era bellissima, rivestita nella tunica porpora della neofita.
Scesero antichi gradini verso il fondo del nemeton e Mirdin la teneva per mano.
Poco distante balenava una fioca luce azzurrina.
Piano piano gli occhi di Lexy si abituarono al buio e la ragazza mise a fuoco una visione incredibile.
Sospesa a mezz’aria ruotava una scatola magica trasparente che voltava ad ogni angolo e si rivoltava in aria come un guanto.
Ogni suo lato era grande come la porta di una capanna.
« Questo è un cristallo spaziotemporale, Lexy, io lo chiamo l’ipercubo.
Lo vedi quel piccolo buco nero al suo interno, grande come il coperchio di una botte per il vino?»
Lo vedi quel piccolo buco nero al suo interno, grande come il coperchio di una botte per il vino?»
Lexy non riusciva a parlare a causa dei prodigi a cui stava assistendo.
«Quella è una stella che è esplosa e si è ritirata dentro se stessa.
Collassando ha aperto un varco nello spazio-tempo ed ora è lì che ti stai dirigendo, Lexy, sei pronta?»
Lexy riuscì solo ad annuire.
«Dentro quel buco noi possiamo viaggiare tra le dimensioni del Tempo, bimba mia.
Il tempo è il terreno sul quale cresciamo e una volta che siamo fioriti ai bordi di quell'abisso possiamo andare Oltre, insieme.
Penso al continuum spaziotempo come a un sistema di autoperfezionamento multidimensionale in cui tutto ciò che è, è mai esistito o potrà accadere, si verifica simultaneamente.
Siamo immersi in una cosmica medusa, che si può schiacciare, stirare e storcere, e costituisce lo spaziotempo intorno a noi.
Ricordati: quando sarai dentro al buco nero dovrai solo seguire la mia voce, il filo del mio racconto e supererai la prova».
Detto questo, si portò dietro di lei e la spinse gentilmente dentro il buco nero.
«E ora, è tempo di saltare, Lexy.»
«Quella è una stella che è esplosa e si è ritirata dentro se stessa.
Collassando ha aperto un varco nello spazio-tempo ed ora è lì che ti stai dirigendo, Lexy, sei pronta?»
Lexy riuscì solo ad annuire.
«Dentro quel buco noi possiamo viaggiare tra le dimensioni del Tempo, bimba mia.
Il tempo è il terreno sul quale cresciamo e una volta che siamo fioriti ai bordi di quell'abisso possiamo andare Oltre, insieme.
Penso al continuum spaziotempo come a un sistema di autoperfezionamento multidimensionale in cui tutto ciò che è, è mai esistito o potrà accadere, si verifica simultaneamente.
Siamo immersi in una cosmica medusa, che si può schiacciare, stirare e storcere, e costituisce lo spaziotempo intorno a noi.
Ricordati: quando sarai dentro al buco nero dovrai solo seguire la mia voce, il filo del mio racconto e supererai la prova».
Detto questo, si portò dietro di lei e la spinse gentilmente dentro il buco nero.
«E ora, è tempo di saltare, Lexy.»
Lexy precipitò nell’abisso, urlando.
Poi cominciò a sentire le parole di Mirdin e cominciò a calmarsi, ascoltandole.
Le sembrò di volare come un albatro sopra la costa della Bretagna, era fuori e dentro, nel contempo, nella storia chiamata…
Poi cominciò a sentire le parole di Mirdin e cominciò a calmarsi, ascoltandole.
Le sembrò di volare come un albatro sopra la costa della Bretagna, era fuori e dentro, nel contempo, nella storia chiamata…
























